Bravi gli uomini del Presidente!

Filed under: Serie A, calcio by: Michele Greco

Massimo Moratti

Il giorno dopo non ci resta che continuare con le congratulazioni all’Inter campione d’Italia, questo è assodato. Complimenti a chi, come già Marino e Ancelotti avevano osservato ieri, è stato più continuo, non il più forte sia chiaro, il più continuo… giusta analisi. Senza troppi giri di parole questo scudetto è più che meritato per la squadra di Mourinho, anche perché, in un campionato ciò che conta è la sostanza atletica, la forza caratteriale, la continuità appunto, quella che è mancata alle inseguitrici (Juventus e Milan).

E’ senz’altro lo scudetto più bello per l’Inter, forse il meno sofferto, uno po’ come il 15esimo, ma sicuramente colmo di significati. Sì perché è il 17esimo, tanti quanti i rivali cugini rossoneri, perché è il quarto di seguito (il terzo sul campo), perché è quello che risponde agli “zero tituli” di Milan e Juve, diventato ormai il tormentone dell’anno. E’ lo scudetto consegnato da Juventus prima (vedi l’1-1 con il Milan domenica scorsa) e Milan poi (vedi la sconfitta al Friuli di ieri sera da parte della squadra di Ancelotti). Moratti nel giorno del suo compleanno ci scherza su e stuzzica le avversarie, parlando di regalo esagerato. Da quattro-cinque anni a questa parte s’è trasformato ormai il presidente, è diventato spiritoso e guarda caso vincente. Suda certamente di meno, e ride ovviamente di più. Beh certo, è lui l’uomo da battere dopo anni di investimenti milionari, di cambi di allenatore, di sofferenze per colpa di quel mascalzone di Luciano. (Moggi ormai è diventato la risposta a tutto per il popolo interista)

Non è certamente lo scudetto dei più forti: sì perché poi alla fine sul campo il bel gioco non è che si sia notato tanto. La novità è stata la dialettica Mourinhiana, il confronto-scontro mediatico, la sua sicurezza e il suo carisma. Il bel gioco appunto non s’è visto, il cinismo sì. Piuttosto s’è vista una squadra Ibra-dipendente, basti pensare ai suoi 21 gol che lo incoronano capocannoniere della squadra e poi al divario con il secondo marcatore della squadra: Mario Balotelli 7 reti. E’ sicuramente la più continua, la squadra più forte a livello di organico ma il bel gioco quest’anno si è visto solo dal Genoa, dal Cagliari, dal Siena di Giampaolo, sono loro la nota positiva di questo campionato, il resto lo si conosceva già, o quanto meno tutti lo avevano pronosticato.

Piuttosto c’è da lavorare parecchio, c’è da lavorare sulla testa e Mourinho lo sa, c’è da lavorare sul gioco per vincere in Europa, e Mourinho anche questo lo sa bene, molto bene. Stamattina manco a farlo apposta Mourinho afferma : «Io da parte mia non mi sento ancora un simbolo dell’interismo, per questo c’è ancora tanto da lavorare. Vedremo di farlo l’anno prossimo». Come dargli torto…

Ibrahimovic e il gestaccio ai tifosi

Resta il fatto che il sogno Champions rimane appunto un sogno. Gli errori ci sono stati, e tanti. Il pessimo girone disputato che ha permesso ahimè di pescare il Manchester United. Certo è mancata un po’ di fortuna diversamente rispetto a quanto accaduto in campionato, dove episodi a favore ce ne sono stati (basti pensare che all’Inter non viene fischiato un rigore contro da un anno e mezzo). Ma questi sono dettagli ovviamente, non incidono certo sulla stagione; era giusto per puntualizzare come è solito fare il Presidente.

Josè Mourinho

Scudetto meritato comunque, assegnato da tempo certo, ma meritato. Organico completo, continuità, regolarità, tre fattori che in un campionato fanno la differenza, eccome… 

Brava Inter

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Che la fine abbia inizio!

Filed under: Serie A, calcio, calciomercato by: Michele Greco

Serie A 2008/2009

Agli sgoccioli….il match point definitivo: e Mourinho n’è certo, lui non sbaglia i match point, dice. Insomma alla fine stasera l’Inter potrebbe festeggiare il suo 17esimo scudetto senza scendere in campo nel caso in cui il Milan dovesse perdere a Udine. Si metterebbe la parola fine a un campionato, a detta di tutti, noioso. Un campionato quasi mai in bilico, con un’unica protagonista: l’Inter, la più forte.

Certo non sono sempre i più forti a vincere, ma onestamente questa “legge” non sembrebbe essere valida per la squadra nerazzurra. Un campionato noioso appunto, rianimato da circa un mese e mezzo da un Milan ritrovato e da una Juve logora. Un campionato che non ha mai detto nulla di nuovo prima e tantomeno ora. Non ci riserverà nessuna sorpresa se non  in coda per la lotta salvezza, e lì su per quel quarto posto (lotta a due tra Fiorentina e Genoa).

Si aspetta la fine insomma, si aspetta che inizi il valzer delle panchine: da Ranieri a Spalletti, passando per Ancellotti, Gasperini, Giampaolo, Rossi, Mazzarri, Zenga. L’unica certezza è, manco a farlo apposta, Mourinho. (sarebbe veramente troppo)

Si aspetta la fine insomma…come quando leggi un libro noioso due sono le alternative: o chiudi e non lo leggi più, o lo leggi passivamente aspettando con decisione la sua fine!

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