La tessera dello schedato

Filed under: Generale, Serie A, Serie B, euro 2008, nazionale by: Michele Greco

La tessera del tifoso è pronta così come anche la protesta degli ultrà e di chi come loro è assolutamente contrario a questo provvedimento. Nel 1925 Mussolini creò l’albo dei giornalisti al quale si dovevano iscrivere coloro che praticavano questa professione. Questo era controllato dal governo e dal MInistero della Giustizia dell’epoca. Era una forma di controllo per fronteggiare il coraggioso di turno disposto a scrivere qualche articolo contro il regime; una forma di controllo e censura. Una forma di controllo sembra essere anche questa nuova “idea” del MInistro leghista Maroni, una forma di schedaggio,  una forma di ghettizzazione (com’è stata ribattezzata)

Il ministro nel corso della conferenza stampa di Ferragosto, tenutasi al Viminale al termine della riunione del comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza, ha annunciato di aver firmato una circolare che contiene disposizioni per la stagione calcistica 2009-2010 nella quale prevede che tutte le società di calcio “dovranno garantire la tessera del tifoso a chi la chiederà”. Entro il 31 dicembre,  le società di serie A, B e la lega Pro, dovranno garantire delle “’corsie dedicate” negli stadi per i possessori della tessera del tifoso e dei loro familiari o accompagnatori”. A partire dal 1 gennaio 2010, ha poi aggiunto Maroni, le società potranno vendere o cedere a qualsiasi titolo i tagliandi riservati ai settori ospiti esclusivamente ai possessori della tessera del tifoso. Si tratta di misure coercitive, ha sottolineato Maroni, che servono a vincere quelle resistenze di quelle società che ancora sembrano avere difficoltà ad adeguarsi. A partire dal prossimo primo gennaio dunque gli appassionati di calcio potranno seguire la loro squadra in trasferta solo se muniti della tessera del tifoso.

In un’intervista Lorenzo Contucci, nome noto negli ambienti Ultras e non solo, curatore del sito  www.asromaultras.org e difensore degli Ultras, dentro e fuori le aule dei tribunali, è stato intervistato di recente in merito alla Tessera del Tifoso. Per leggerla vi rimando a questo link.

Il “no” nei confronti di questo provvedimento arriva non solo dalll’ambiente Ultrà infatti anche il ct Lippi e il presidente Cairo hanno posto il loro veto nei confronti del provvedimeno; favorevole solo il vulcanico Lotito perché, dice, è una fidelizzazione del tifoso nei confronti della società. Infatti la tessera del tifoso sembrerebbe essere anche una strategia di marketing per favorire il tifoso nell’acquisto agevolato del biglietto. Il punto fondamentale riguarda l’intervento dello stato, infatti la tessera può essere rilasciata solo dopo il “visto” della questura. Possono avere la tessera: coloro che non sono sottoposti a Daspo, che non abbiano avuto condanne anche in primo grado per «reati da stadio» negli ultimi 5 anni e che non abbiano misure di prevenzione tipo la sorveglianza speciale. Anche un tifoso che viene condannato senza una sentenza definitiva ha il divieto di entrare in uno stadio.  Quindi se uno, sbagliando, fa una bravata da giovane poi per tutta la sua vita non potrà più entrare negli stadi. (sottolinea Contucci nell’intervista). Ma il punto sostanziale è che c’è il rischio che gli stadi rimangano vuoti a lungo andare  ed è  il calcio come al solito, in quanto sport, a pagare. Si fa riferimento al modello inglese me nell’intervista Contucci ci sottolinea chiaramente che le membership card in Inghilterra sono gestite dalle proprietà  e non dallo stato perché gli stadi fondamentalmente sono di proprietà dei club. Nel nostro paese il discorso è restrittivo per questo motivo, perché gli stadi sono in pessime condizioni, sono di proprietà dei comuni e soprattutto non creano politiche di marketing, non favoriscono introiti. A quanto pare i tifosi non sono contrari all’introduzione della tessera, bensì ai criteri di assegnazione. Con questo provvedimento sarà sempre più complicato accedere agli stadi, e questa volta le cause non saranno gli atti di violenza ovviamente, ma l’attaggiamento statalista in questioni private.

Prima modifichiamo la struttura del calcio in cui gli stadi sono una componente fondamentale, e poi le regole…

Per saperne di più sul provvedimento rimando a una serie di link interessanti: link 1, link 2, link 3.

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