Il presente è il passato…pensando al futuro

Filed under: Grandi Campioni, Grandi sfide, Serie A, arbitri, calcio, euro 2008 by: Michele Greco

Ciro Ferrara e Claudio Ranieri

In sostanziale disaccordo rispetto a quanto  evidenziato dal collega Ricciardulli, personalmente sostengo che non è certo una questione di stile, ma di feeling; per usare le parole di Mina. E’ una questione di nome, di esigenze, di tifosi…una questione di Storia. Anche due giorni fa la Juve in un certo senso è entrata nella storia esonerando Ranieri, non lo faceva dal 1969: sono passati 40 anni…la Juventus è anche questo. Questa società fa parlare di sé anche per questo. C’è stato, come no, un cambiamento di stile ovvio, ma il cambiamento spesso è sinonimo di intelligenza, il conservatorismo è un qualcosa che spesso non aiuta.

Forse un po’ tardi, forse inutile ma lo scossone a questo ambiente andava dato, ormai era da troppo tempo che questa squadra non giocava più a pallone. La domenica si fa tutt’altro sport: non c’è un’identità di gioco, non c’è carattere, fantasia. Un modulo statico, mai ridisegnato; con le solite uscite, coi soliti errori: squadra lunga o troppo corta. Basti pensare ai tanti gol subiti grazie alle ripartenze delle squadre avversarie. II tecnico romano ha avuto anche un pessimo rapporto coi senatori e con i giovani (vedi Giovinco), si è fatta una pessima preparazione (vedi gli innumerevoli infortuni). Ma  possiamo anche lasciar perdere tutto questo, se vogliamo, alla fine in una stagione gli errori si possono commettere, è lecito.

Lasciamo perdere anche i progetti fatti all’inizio, che Ranieri nel bene e nel male avrebbe mantenuto. Non si poteva fare di più, certo. Andiamo a spiegarlo ai tifosi questo.

La questione è il futuro, il presente e il passato. Il futuro è l’accesso alla Champions direttamente che significherebbe fare una preparazione completa ed equlibrata, senza anticipare di un mese e mezzo per via dei preliminari. Ranieri forse l’avrebbe raggiunta lo stesso, forse appunto . In campo non ci va lui, ma vanno i calciatori. Questi ultimi non rispondevano più al tecnico romano, e in casa Juve questi rischi non si possono correre. Il presente sono i tifosi, che fanno la voce grossa di fronte ad un rollino di marcia disastroso: 7 partite 6 punti. La Champions non si poteva vincere ci mancherebbe, il campionato non ne parliamo nemmeno, la Coppa Italia? Beh qui il discorso si fa diverso: l’obiettivo, a detta del presidente era chiaro,  alla fine non si è raggiunto nemmeno quello. Il passato è il nome di questa società: Juventus appunto.  Il popolo bianconero non è abituato a rimanere all’asciutto che lo si voglia o no, non si riesce ad aspettare. E’ sbagliato come discorso ma rispettabile. La parola “vincere” fa parte del dna di questa squadra e del suo pubblico. Dopo la tempesta non si vuole la quiete, ma la risposta; chiara, sul campo, con i successi.

Gli errori sono stati commessi da tutti, dirigenti, allenatore e giocatori, ma si sa ,in questi casi a rimetterci la faccia è sempre il tecnico. Forse è stato sbagliato mandarlo via adesso, o forse no, non  si sa, non c’è una spiegazione a tutto. Ma le motivazioni le hanno capite tutti, o quasi; i tifosi sicuramente. Il grido è stato chiaro in questi mesi: la Juve agli juventini…e così è avvenuto. Ferrara è il presente, Conte forse il futuro. Anche lì nella scelta del futuro si potrà sbagliare, anche questa è un’incognita. La cosa certa è che a questa Juve manca il carattere degli anni in cui le partite terminavano al 95° minuto: gli anni di Ferrara e Conte appunto. Il problema è il futuro, e lo si sta affrontando usando il passato….

Antonio Conte

Si sbaglierà o forse no, staremo a vedere. La vecchia Juve sbagliava poco, la vecchia dirigenza anche, ma quest’ultima dimentichiamola: se ci si ritrova in questo stato la risposta è anche in quel tipo di passato, la colpa è anche di quel pezzo di passato…o sbaglio?

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NO STYLE!

Filed under: Serie A, calcio by: Giuseppe Ricciardulli

Claudio Ranieri

Un tempo alcune cose non si sarebbero verificate, un tempo non si sarebbero fatti diversi errori a ripetizione, ma un tempo di fronte ad eventuali errori si sarebbe senz’altro mantenuto un certo comportamento quantomeno rispettoso verso il marchio che si rappresenta: la Juventus. Ma questa è tutta una conseguenza di ciò che sta a monte e vale a dire una società definita “da gavetta” dal predecessore Luciano Moggi. Proprio Big Luciano non ha esitato a definire tale una società che in due anni ha letteralmente sperperato milioni di euro e che ha assunto comportamenti e decisioni che lasciano il tempo che trovano. Capitolo Ranieri: l’evento, accaduto ieri e culminato con l’esonero, ricorda tanto ciò che accadde tra Ancelotti e la Triade qualche anno fa anche se i modi e i tempi sono stati di tutt’altra fattura. A stagione conclusa, dove mancano solo 180 minuti e dove ormai gli obbiettivi sono tramontati, non si capisce bene a cosa sia stata dovuta la così repentina scelta di dover cambiare allenatore affidandosi tra l’altro ad uno, con tutto rispetto per Ferrara, che il lavoro l’ha solo iniziato ieri. Se si voleva dare una scossa, una sterzata, la si doveva dare a stagione in corso con gli obbiettivi ancora raggiungibili. Arrivati a questo punto della stagione, era meglio concludere il rapporto, il 30 giugno, da signori e con i dovuti ringraziamenti. Già ringraziamenti: perchè cosa ci si aspettava da questa Juventus? Con la rosa a disposizione s’è davvero tratto il massimo, non ci si poteva aspettare di più. I sogni sono belli e devono essere intrapresi però bisogna anche riscontrare la realtà!

Non era lecito pensare che Ranieri potesse vincere Champions League e Scudetto quest’anno con una determinata rosa. I palazzi si costruiscono dalle fondamenta, ora era la fase della cementazione. Ma niente è servito, in Italia si costruisce tutto e subito…poveri architetti pieni di progetti, pensate bene di trasferirvi in Inghilterra…

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