Il presente è il passato…pensando al futuro

In sostanziale disaccordo rispetto a quanto evidenziato dal collega Ricciardulli, personalmente sostengo che non è certo una questione di stile, ma di feeling; per usare le parole di Mina. E’ una questione di nome, di esigenze, di tifosi…una questione di Storia. Anche due giorni fa la Juve in un certo senso è entrata nella storia esonerando Ranieri, non lo faceva dal 1969: sono passati 40 anni…la Juventus è anche questo. Questa società fa parlare di sé anche per questo. C’è stato, come no, un cambiamento di stile ovvio, ma il cambiamento spesso è sinonimo di intelligenza, il conservatorismo è un qualcosa che spesso non aiuta.
Forse un po’ tardi, forse inutile ma lo scossone a questo ambiente andava dato, ormai era da troppo tempo che questa squadra non giocava più a pallone. La domenica si fa tutt’altro sport: non c’è un’identità di gioco, non c’è carattere, fantasia. Un modulo statico, mai ridisegnato; con le solite uscite, coi soliti errori: squadra lunga o troppo corta. Basti pensare ai tanti gol subiti grazie alle ripartenze delle squadre avversarie. II tecnico romano ha avuto anche un pessimo rapporto coi senatori e con i giovani (vedi Giovinco), si è fatta una pessima preparazione (vedi gli innumerevoli infortuni). Ma possiamo anche lasciar perdere tutto questo, se vogliamo, alla fine in una stagione gli errori si possono commettere, è lecito.
Lasciamo perdere anche i progetti fatti all’inizio, che Ranieri nel bene e nel male avrebbe mantenuto. Non si poteva fare di più, certo. Andiamo a spiegarlo ai tifosi questo.
La questione è il futuro, il presente e il passato. Il futuro è l’accesso alla Champions direttamente che significherebbe fare una preparazione completa ed equlibrata, senza anticipare di un mese e mezzo per via dei preliminari. Ranieri forse l’avrebbe raggiunta lo stesso, forse appunto . In campo non ci va lui, ma vanno i calciatori. Questi ultimi non rispondevano più al tecnico romano, e in casa Juve questi rischi non si possono correre. Il presente sono i tifosi, che fanno la voce grossa di fronte ad un rollino di marcia disastroso: 7 partite 6 punti. La Champions non si poteva vincere ci mancherebbe, il campionato non ne parliamo nemmeno, la Coppa Italia? Beh qui il discorso si fa diverso: l’obiettivo, a detta del presidente era chiaro, alla fine non si è raggiunto nemmeno quello. Il passato è il nome di questa società: Juventus appunto. Il popolo bianconero non è abituato a rimanere all’asciutto che lo si voglia o no, non si riesce ad aspettare. E’ sbagliato come discorso ma rispettabile. La parola “vincere” fa parte del dna di questa squadra e del suo pubblico. Dopo la tempesta non si vuole la quiete, ma la risposta; chiara, sul campo, con i successi.
Gli errori sono stati commessi da tutti, dirigenti, allenatore e giocatori, ma si sa ,in questi casi a rimetterci la faccia è sempre il tecnico. Forse è stato sbagliato mandarlo via adesso, o forse no, non si sa, non c’è una spiegazione a tutto. Ma le motivazioni le hanno capite tutti, o quasi; i tifosi sicuramente. Il grido è stato chiaro in questi mesi: la Juve agli juventini…e così è avvenuto. Ferrara è il presente, Conte forse il futuro. Anche lì nella scelta del futuro si potrà sbagliare, anche questa è un’incognita. La cosa certa è che a questa Juve manca il carattere degli anni in cui le partite terminavano al 95° minuto: gli anni di Ferrara e Conte appunto. Il problema è il futuro, e lo si sta affrontando usando il passato….

Si sbaglierà o forse no, staremo a vedere. La vecchia Juve sbagliava poco, la vecchia dirigenza anche, ma quest’ultima dimentichiamola: se ci si ritrova in questo stato la risposta è anche in quel tipo di passato, la colpa è anche di quel pezzo di passato…o sbaglio?
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