
Un tempo alcune cose non si sarebbero verificate, un tempo non si sarebbero fatti diversi errori a ripetizione, ma un tempo di fronte ad eventuali errori si sarebbe senz’altro mantenuto un certo comportamento quantomeno rispettoso verso il marchio che si rappresenta: la Juventus. Ma questa è tutta una conseguenza di ciò che sta a monte e vale a dire una società definita “da gavetta” dal predecessore Luciano Moggi. Proprio Big Luciano non ha esitato a definire tale una società che in due anni ha letteralmente sperperato milioni di euro e che ha assunto comportamenti e decisioni che lasciano il tempo che trovano. Capitolo Ranieri: l’evento, accaduto ieri e culminato con l’esonero, ricorda tanto ciò che accadde tra Ancelotti e la Triade qualche anno fa anche se i modi e i tempi sono stati di tutt’altra fattura. A stagione conclusa, dove mancano solo 180 minuti e dove ormai gli obbiettivi sono tramontati, non si capisce bene a cosa sia stata dovuta la così repentina scelta di dover cambiare allenatore affidandosi tra l’altro ad uno, con tutto rispetto per Ferrara, che il lavoro l’ha solo iniziato ieri. Se si voleva dare una scossa, una sterzata, la si doveva dare a stagione in corso con gli obbiettivi ancora raggiungibili. Arrivati a questo punto della stagione, era meglio concludere il rapporto, il 30 giugno, da signori e con i dovuti ringraziamenti. Già ringraziamenti: perchè cosa ci si aspettava da questa Juventus? Con la rosa a disposizione s’è davvero tratto il massimo, non ci si poteva aspettare di più. I sogni sono belli e devono essere intrapresi però bisogna anche riscontrare la realtà!
Non era lecito pensare che Ranieri potesse vincere Champions League e Scudetto quest’anno con una determinata rosa. I palazzi si costruiscono dalle fondamenta, ora era la fase della cementazione. Ma niente è servito, in Italia si costruisce tutto e subito…poveri architetti pieni di progetti, pensate bene di trasferirvi in Inghilterra…
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