” MI DIMETTO!”

Filed under: Generale by: Giuseppe Ricciardulli

andrea_della_valleNotizia dell’ ultim’ora che ha del clamoroso. Tutto ciò che si vociferava nei giorni scorsi ha trovato fondamento: il presidente della Fiorentina Andrea Della Valle si è dimesso. Per il momento non è stato nominato il nuovo presidente e quindi le cariche sono state trasferite al vice-presidente Cognigni. Le dimissioni da parte di Andrea Della Valle sarebbero legate ad un riassetto della Tod’s ma molti nel clan viola hanno parlato anche di amarezza del proprietario della Fiorentina e di suo fratello Diego per alcune critiche ricevute sulle scelte di mercato. Attesa lettera indirizzata ai tifosi nel pomeriggio con i motivi ufficiali da parte del diretto interessato.

Che dire, colpo di scena in casa viola… sperando che non abbia ripercussioni sulle prestazioni della squadra perchè sarebbe un vero peccato buttare via un progetto così pensato e creato bene! Mix di giovani e uomini d’esperienza che si complementano e che esprimono un buon calcio. Erano giunti quasi a compimento del progetto, pronti a  raccogliere quanto di buono seminato in questi anni. Ora quesiti si ingarbugliano nella mente: Quali saranno le reazioni? Giocatori e allenatore cosa faranno? E soprattutto chi sarà il nuovo numero uno viola?

Se ti piace questo post puoi sostenerci con un piccolo versamento. Come se dovessi offrirci una birra.

I AM ITALIAN : VANTAGGIO O SVANTAGGIO?

Filed under: Generale, Grandi Campioni, Serie A, calcio by: Giuseppe Ricciardulli

Giovinco ItaliaEssere Italiani, al giorno d’oggi, dovrebbe essere motivo d’orgoglio. Già, siamo i Campioni del Mondo, vantiamo i tecnici migliori del mondo, siamo quelli che esprimiamo il miglior gioco del mondo. Ma dove? Ma chi?

In Italia, dopo il Mondiale e il conseguente 2007 che ha portato l’Italia ai vertici di tutte le competizioni possibili e giocabili per un Club, la situazione è leggermente mutata. Si avverte, in generale, un certo senso di appagamento: la famosa “pancia piena”.  Nel giro di due anni si è visto l’avanzare prepotente del calcio inglese e spagnolo , vuoi per motivi economici vuoi per il coraggio di alcune scelte. Già scelte: si osservino i più grandi club e si calcoli l’ età media.

Alcuni calciatori , ultimo in ordine cronologico Giovinco, hanno rimpianto il fatto di essere italiani: infatti, se fossero brasiliani o argentini avrebbero da tempo il posto assicurato in squadra. Il limite del calcio italiano è quello di non avere il coraggio di lanciare i giovani. Paloschi dovrebbe essere un esempio da seguire. Per esempio cos’ ha lo stesso Paloschi meno di Huntelaar? Oppure cos’ha Criscito meno di Grygera? O Curci meno di Doni?

E ce ne sono ancora tantissimi di esempi da elencare: perciò non ci meravigliamo se vediamo il Barcellona padroneggiare in Europa e la Campione d’Italia che di Italia non ha niente se non due ragazzi in panchina che se fossero sudamericani non avrebbero problemi a giocare ogni partita.

E che tristezza vedere un Signor Capello e un Signor Ancelotti Oltremanica: allungare l’occhio e vedere inoperosi Spalletti e Mancini fa riflettere un pò. Si proclama l’esigenza di diffondere idee nuove e poi dopo quattro giornate già si leggono allenatori sulla graticola, risultato: programmazione zero.

Purtroppo la magia ancora non è stata sperimentata nel mondo del calcio, per ora restano solo tecniche e tattiche di gioco da attuare… con la necessaria dose di fortuna…

Se ti piace questo post puoi sostenerci con un piccolo versamento. Come se dovessi offrirci una birra.

il Genio e gli oculisti di Viareggio

Filed under: Generale, calcio by: Nunzio Lapolla

Antonio Cassano. Anzi, antoniocassano. Da pronunciare tutto d’un fiato, come fosse una sola parola, come capitava per robybaggio, paolomaldini, francobaresi e pochi altri grandissimi. Perchè la sensazione è che il doriano si stia finalmente avviando ad entrare nell’ Olimpo delle bandiere del calcio, quelle che non hanno colori di maglie da rappresentare, ma “solo” il cuore degli appassionati. E scusate se è poco. Ce ne ha messo di tempo, il talentino di Bari Vecchia, dopo quella sera che fece gridare al miracolo. Bari – Inter, 18 Dicembre 1999: il diciassettenne Cassano al minuto 88 decide di dare un dispiacere alla squadra di cui è tifoso. Lancio di Perrotta, controllo di tacco, testa e punta per addomesticare la sfera, inserimento tra gli attoniCassanoti Simic e Blanc, destro a trafiggere un incolpevole Ferron. Due a uno per il Bari, gol vittoria. Tecnica e incoscienza shakerate in parti uguali. Un’ altra stagione a Bari, poi l’ approdo nella capitale, sponda giallorossa. Gemme da incastonare, scherzi terribili ai compagni (servì un caffè a Batistuta usando il suo dito come cucchiaino per lo zucchero) e cassanate si avvicendano sui giornali per quattro stagioni e mezzo, sino a quando, gennaio 2006, la Roma lo cede al Real Madrid. In terra spagnola, dopo un avvio promettente, il barese si perde nei meandri della movida madrilena, tanto che anche il suo pigmalione Capello non riesce a imbrigliare la sua inquietudine. Il risultato è un girovita che gli frutterà l’ imitazione di un comico spagnolo, e una serie infinite di panchine e tribune. Secondo la sua autobiografia, la penisola iberica gli offrì la compagnia “di 600-700 donne”. Probabilmente, non è un azzardo presumere che Fantantonio avesse qualche problema, oltre che con gli allenatori, anche con la matematica…ma questa è un’ altra storia. Il Nostro vuole tornare in Italia, ma non sono molti i presidenti disposti a correre il rischio di verificare quale sarebbe il risultato di una così azzardata scommessa. Uno c’è, Riccardo Garrone. E’ il presidente della Sampdoria. Cassano sbarca a Genova nel 2007, ed è subito amore. L’ultima cassanata è datata marzo 2008: pare, insomma, che il virus sia stato debellato dalla sua mente. Merito da ascrivere anche alla sua fidanzata Carolina, con cui convolerà a nozze nel 2010. La giovane pallanuotista ha equilibrato il genio e la sregolatezza del barese, riuscendo laddove gente del calibro di Delneri (in epoca giallorossa, ora alla Samp tutto fila liscio) e soprattutto Capello avevano fallito. A 27 anni la maturazione è completa. Assist, reti, perfino pressing: l’ imprevedibilità di Cassano pare finalmente essere divenuta poesia in movimento. Risultato? La Sampdoria, per la prima volta nella sua storia, è in testa al Campionato, dopo 4 giornate, a punteggio pieno. Gli oculisti di Viareggio offrono da mesi visite gratuite al loro più illustre concittadino, quell’ unico italiano che, nonostante gli occhiali, continua a non vederlo. La speranza è che Marcello Lippi rinsavisca, definire delittuoso il mancato utilizzo di un simile gioiello in Nazionale pare troppo riduttivo. Con un primattore così, andare in Sudafrica e recitare da protagonisti non è un’ utopia.

Se ti piace questo post puoi sostenerci con un piccolo versamento. Come se dovessi offrirci una birra.

La tessera dello schedato

Filed under: Generale, Serie A, Serie B, euro 2008, nazionale by: Michele Greco

La tessera del tifoso è pronta così come anche la protesta degli ultrà e di chi come loro è assolutamente contrario a questo provvedimento. Nel 1925 Mussolini creò l’albo dei giornalisti al quale si dovevano iscrivere coloro che praticavano questa professione. Questo era controllato dal governo e dal MInistero della Giustizia dell’epoca. Era una forma di controllo per fronteggiare il coraggioso di turno disposto a scrivere qualche articolo contro il regime; una forma di controllo e censura. Una forma di controllo sembra essere anche questa nuova “idea” del MInistro leghista Maroni, una forma di schedaggio,  una forma di ghettizzazione (com’è stata ribattezzata)

Il ministro nel corso della conferenza stampa di Ferragosto, tenutasi al Viminale al termine della riunione del comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza, ha annunciato di aver firmato una circolare che contiene disposizioni per la stagione calcistica 2009-2010 nella quale prevede che tutte le società di calcio “dovranno garantire la tessera del tifoso a chi la chiederà”. Entro il 31 dicembre,  le società di serie A, B e la lega Pro, dovranno garantire delle “’corsie dedicate” negli stadi per i possessori della tessera del tifoso e dei loro familiari o accompagnatori”. A partire dal 1 gennaio 2010, ha poi aggiunto Maroni, le società potranno vendere o cedere a qualsiasi titolo i tagliandi riservati ai settori ospiti esclusivamente ai possessori della tessera del tifoso. Si tratta di misure coercitive, ha sottolineato Maroni, che servono a vincere quelle resistenze di quelle società che ancora sembrano avere difficoltà ad adeguarsi. A partire dal prossimo primo gennaio dunque gli appassionati di calcio potranno seguire la loro squadra in trasferta solo se muniti della tessera del tifoso.

In un’intervista Lorenzo Contucci, nome noto negli ambienti Ultras e non solo, curatore del sito  www.asromaultras.org e difensore degli Ultras, dentro e fuori le aule dei tribunali, è stato intervistato di recente in merito alla Tessera del Tifoso. Per leggerla vi rimando a questo link.

Il “no” nei confronti di questo provvedimento arriva non solo dalll’ambiente Ultrà infatti anche il ct Lippi e il presidente Cairo hanno posto il loro veto nei confronti del provvedimeno; favorevole solo il vulcanico Lotito perché, dice, è una fidelizzazione del tifoso nei confronti della società. Infatti la tessera del tifoso sembrerebbe essere anche una strategia di marketing per favorire il tifoso nell’acquisto agevolato del biglietto. Il punto fondamentale riguarda l’intervento dello stato, infatti la tessera può essere rilasciata solo dopo il “visto” della questura. Possono avere la tessera: coloro che non sono sottoposti a Daspo, che non abbiano avuto condanne anche in primo grado per «reati da stadio» negli ultimi 5 anni e che non abbiano misure di prevenzione tipo la sorveglianza speciale. Anche un tifoso che viene condannato senza una sentenza definitiva ha il divieto di entrare in uno stadio.  Quindi se uno, sbagliando, fa una bravata da giovane poi per tutta la sua vita non potrà più entrare negli stadi. (sottolinea Contucci nell’intervista). Ma il punto sostanziale è che c’è il rischio che gli stadi rimangano vuoti a lungo andare  ed è  il calcio come al solito, in quanto sport, a pagare. Si fa riferimento al modello inglese me nell’intervista Contucci ci sottolinea chiaramente che le membership card in Inghilterra sono gestite dalle proprietà  e non dallo stato perché gli stadi fondamentalmente sono di proprietà dei club. Nel nostro paese il discorso è restrittivo per questo motivo, perché gli stadi sono in pessime condizioni, sono di proprietà dei comuni e soprattutto non creano politiche di marketing, non favoriscono introiti. A quanto pare i tifosi non sono contrari all’introduzione della tessera, bensì ai criteri di assegnazione. Con questo provvedimento sarà sempre più complicato accedere agli stadi, e questa volta le cause non saranno gli atti di violenza ovviamente, ma l’attaggiamento statalista in questioni private.

Prima modifichiamo la struttura del calcio in cui gli stadi sono una componente fondamentale, e poi le regole…

Per saperne di più sul provvedimento rimando a una serie di link interessanti: link 1, link 2, link 3.

Se ti piace questo post puoi sostenerci con un piccolo versamento. Come se dovessi offrirci una birra.