VOGLIO FARTI UN REGALO…

Filed under: Generale, Serie A, arbitri, calcio, calciopoli by: Giuseppe Ricciardulli

Questo inizio di una canzone del momento potrebbe rendere al meglio l’ idea di ciò che sta accadendo nel Campionato Italiano, o meglio nell’ intero sistema del Calcio Italiano. Dal 2006, dopo lo scandalo Calciopoli, un pò di cose sono cambiate: l’ imperativo era quello di fare finalmente pulizia nel mondo di un calcio diventato malato patologicamente e nel quale non si respirava più.

“Voglio farti un regalo” potrebbe essere il pensiero che ha portato Guido Rossi, dati i suoi famosi trascorsi nell’ ambiente meneghino telefonico-calcistico, a risarcire  quel Massimo Moratti che poco aveva gioito fino a quell’anno e con un centenario da onorare alle porte.

“Voglio farti un regalo” è il messaggio di scuse che la FIGC ha voluto mandare a Massimo Moratti e al sornione Tronchetti Provera in vista del centenario, togliendo dai giochi Juventus, Milan, Fiorentina e Lazio, lasciando nella sola Roma la speranza di poterle guastare quell’ Impero così premurosamente messo in piedi in così poco tempo, per presunti illeciti sportivi.

“Voglio farti un regalo” è ciò che ha promesso Mancini dando la gioia di uno scudetto al bel presidente dell’Inter, il quale finalmente dopo anni di ingerimento di bocconi amari, ha potuto esibire un sorrisone dinanzi i propri tifosi.

“Voglio farti un regalo” è il messaggio con il quale Josè Mourinho si è presentato ad Appiano Gentile. Il regalo è la famigerata Champions League. Avrà scambiato la Champions per lo Scudetto, dato che ancora non ha padronanza della lingua italiana, ma resta il fatto che tutta questa specialità non si è vista: modulo uguale a quello di Mancini, stessi uomini, identità di rendita che risalta la constatazione che tutte le qualità dello Special One non si sono poi mostrate in egual maniera  nella squadra che scende in campo la domenica. Per il momento il regalo è rimasta una promessa.

“Voglio farti un regalo” sembra essere anche il monito della classe arbirtrale. Che non si sa se involontariamente o meno, sta permettendo all’ Inter di raccogliere più di quanto seminato. E’ evidente all’occhio umano che non è stata soltanto la partita Siena – Inter a favorire i nerazzurri. Come è anche vero che anche altre squadre hanno avuto favori, ma con una bilancia a controllarne il peso. E’ inimmaginabile vedere una squadra senza rigori a sfavore per un anno, eppure i casi dubbi ci stanno.

Arroganza che sprizza da tutti i pori: arriva la conferenza alla vigilia del match di Coppa Italia contro la Sampdoria, si assiste ad un monologo di sette minuti del Mourinho allenatore nel quale si denota una profonda delusione del portoghese nel mettere in risalto l’errore di Balotelli invece di sottolineare gli zero titoli di Juve, Roma, Milan.

Dovrebbe sapere il caro Mourinho che l’errore è all’ordine del giorno: tutti li fanno, tutti li subiscono. La differenza sta nell’ ammettere (come ha fatto a Siena) e non nel negare addirittura l’evidenza ( come nell’occasione del derby e della partita con la Roma) spostando l’attenzione su discorsi che nemmeno nei bar e nei fans club più si fanno. Queste sbroccate con le lacrime agli occhi fanno aumentare ancora la tensione che c’è intorno a questo mondo fatto di persone che parlano per passione e non per lavoro. La discussione, nei limiti, ci sta: sia da una parte che dall’altra si può esprimere la propria opinione senza però sfociare nelle offese e nelle accuse che non fanno bene al calcio. Che si aprino le danze delle squalifiche e dei deferimenti. Sperando in un miglioramento.

Infine è mia premura precisare che si è preferito impostare l’articolo dal punto di vista cronologico, in quanto nel calcio si bada troppo all’ effetto sorprendendosi degli avvenimenti ma la vera soluzione si dovrebbe ricercare nelle cause di questi ultimi che hanno portato alla degenerazione degli schemi.

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