
Non credo ai miei occhi: questa Roma in crisi è più di una situazione passeggera. Questa crisi sembra non avere fine. Peccato davvero vedere una squadra che fino a qualche mese fa esprimeva il gioco più bello d’ Italia e che, anche se non vinceva poi tanto, entusiasmava la gente ed era in grado di far applaudire anche i non tifosi della squadra capitolina.
Troppe sconfitte, alcune anche umilianti, che hanno portato soltanto a demoralizzare l’intero ambiente, dai tifosi ai calciatori stessi passando per la dirigenza. Tempo di sbagliare non ce n’è più, sarebbe altro tempo buttato e quanto mai deletorio per lo stesso ambiente. Troppi punti buttati qua e là, un gioco che non porta più frutti. Eppure questo gioco e gli interpreti stessi sono sempre i medesimi: non è cambiato praticamente nulla, tranne una cessione importante alla quale però la società è abituata da tre anni a farne fronte.
E’ questa infatti la cosa inspiegabile: perchè da un giorno all’altro, non cambiando nulla, non si vince più? L’ alibi degli infortuni, uno su tutti quello di Totti, non può essere l’unica risposta a questa crisi, troppo facile così. Quello che non va più è l’intero sistema di gioco, troppo prevedibile, imparato a memoria dagli avversari, pronti a trovare contromisure per attaccarla a dovere e rendere la squadra giallorossa talmente innocua da perdere molte partite consecutive.
Il clima che si respira oggi nella Capitale è quello della rassegnazione: ma non bisogna rassegnarsi, la stagione è appena cominciata e c’è tutto il tempo che si vuole per dare una svolta a questa stagione che può dare ancora molte soddisfazioni. A parte che in qualcosa ci sia una svolta…
La carica in più che può dare un calcio definitivo a questa crisi inesorabile è la voglia di arrivare a giocare la finale di Champions nella loro Roma, festeggiare davanti al loro pubblico un trionfo così importante, e non è poco!Per ora però non si può lasciare gli spazi nelle mente ai sogni…
C’è solo una cosa da fare: lavorare e fare punti. Il resto, compreso il morale alto, viene di conseguenza…
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