“THE WORLD IS MINE”

Filed under: Grandi sfide, Serie A, calcio by: Giuseppe Ricciardulli

E’ la frase che verrebbe da dire, e che forse ha pensato Ronaldinho mentre guardava con occhi lucidi e stralunati la curva del Milan che esultava per lui, per la squadra, per il suo goal nel derby. Derby: fino a qualche giorno fa nessuno aveva pensato che il Gaucho numero 80 ne avrebbe fatto parte, nessuno tranne lui che viene stuzzicato di rimanere sveglio, sempre e comunque, e che con quel viso sarcastico risponde che dorme soltanto quando deve meditare. Gran merito del successo, contro l’ Inter di Josè Mourinho, va a Carlo Ancelotti che con una mossa d’azzardo piazza Ronaldinho proprio dinanzi Maicon, mettendo alla prova lo stesso difensore nerazzurro che in settimana aveva promesso di berlo come una lattina di coca-cola ( proprio come il Gaucho faceva ai tempi delle giovanili con lui). Mossa, a detta di molti, da suicidio: ma si sà, nella vita vince chi rischia e ad un certo punto deve emergere gioco-forza il coraggio che soltanto nelle grandi occasioni si può e si deve manifestare. Mossa azzeccatissima, forse suggerita dal sempre sorridente Silvio Berlusconi che in tribuna si gustava e rigustava il suo personale colpo dell’estate, che ha capovolto tutte le aspettative della vigilia e che ha permesso all’ intera squadra di girare al meglio e di acquisire quella fiducia necessaria per fare bottino pieno.

Una risposta da grande squadra a chi li etichettava come un insieme di figurine dei calciatori “Panini” e dei “Pallone d’Oro”, anche perchè alla fine proprio due dei tre hanno firmato il “goal of the match” che ha fatto perdere la testa della classifica alla squadra dello Special, e non solo. Mentalità da grandi: concentrati, compatti, pronti a sacrificarsi( da notare l’immensa prestazione di Seedorf in un ruolo non propriamente suo e dell’ Highlander Maldini in marcatura su Ibrahimovic), giocate di qualità, giocate di quantità, insomma il bel gioco tanto ricercato da qualche settimana. Del resto, come esorcizza sempre Kakà, quando c’è voglia ed equilibrio si può fare tutto.

Dall’ altra parte, va fatto comunque un applauso a Mourinho che ha riconosciuto i meriti del Milan, ma che ha deluso tutti, tifosi e non. Tutti si aspettavano Adriano e il tecnico gli ha preferito “Trivela” Quaresma, deludente e mai decisivo. La strada giusta l’aveva intrapresa non presentandosi dinanzi le telecamere nel turno infrasettimanale solo che un consiglio è d’obbligo: quel tempo risparmiato bisogna utilizzarlo in altro modo non riposandosi sulla poltrona del salotto. Mancini forse si sarebbe riposato di meno…

Infine quindi il telegramma che si può enunciare è che ha vinto la “voglia matta” del Milan, la compattezza e il significato di squadra….cosa che è mancata alla “special” Inter.

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REGOLARE!

Filed under: Serie A, calcio by: Giuseppe Ricciardulli

 

Regolare proprio come la rete del momentaneo pareggio di Christian Panucci sul 2 a 1 di Genoa-Roma. “Regolare” è l’ ammissione del guardalinee di fronte ad immagini tv chiarissime che confermano l’errore visivo dello stesso, che dovrebbe essere impiegato anche in partite internazionali. Insomma, dopo 4 giornate di campionato, il verdetto che si può ben leggere è che la Roma è in crisi. Crisi di risultati, di forma, di testa, di gioco. Ma sarebbe troppo ingiusto e troppo drastico dire così, in quanto ciò spazzerebbe tutt il lavoro e tutto un meccanismo creato con anni di lavoro e di sacrificio. Però è evidente che qualcosa non va: Non c’è quell’armonia giusta per affrontare una stagione con il necessario entusiasmo e con la necessaria voglia di fare e di dimostrare. Però è anche vero che, ogni minima volta che si intravede, questa voglia viene abissata da eccessivi errori arbitrali che butterebbero giù anche l’uomo più ottimista del pianeta. Come si fa a non notare, data anche la buonissima posizione del guardalinee, che la rete siglata da Panucci era regolare?

Le colpe non stanno tutte qui, in questo gol annullato o nel calcio d’angolo che viene assegnato quando non c’è, però è evidente che in un calcio sempre più equilibrato e sempre più livellato alla fine quello che incide non è il numero di passaggi che si fanno a centrocampo o il numero di dribbling, ma il numero di episodi a favore o sfavore.

E’ un peccato veder sbroccare a fine gara Spalletti, ma chi non l’avrebbe fatto al suo posto: essere presi in giro così davanti darebbe fastidio a chiunque. Così come De Rossi che invece di assumere le sembianze da leader, finisce la propria partita anzitempo. Soprattutto perchè è difficile rianimare i propri giocatori in queste situazioni anomale dove tutto sembra andare per il verso opposto. 

Il monito che si potrebbe lanciare è il seguente: darsi una regolata generale!

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NON SEI TU!

Filed under: Generale, Grandi Campioni, calcio, estero by: Giuseppe Ricciardulli

La voglia di sorprendere c’è stata e sempre ci sarà nell’ animo del Pibe de Oro, Diego Armando Maradona. Dopo l’ultima uscita della sua Argentina contro il Perù, el Pibe de Oro si è soffermato su diversi argomenti con l’ intenzione di apportare dei consigli utili alla causa biancoceleste. In primis, Diego ha promosso portiere titolare della Nazionale Juan Pablo Carrizo, neo acquisto della Lazio. Ma la cosa che ha suscitato maggiore scalpore è stato la disereditazione di Leo Messi. Maradona, infatti, ha sostenuto che il talento blaugrana non è più, da lui, considerato il suo erede in quanto si dimostra sempre più egoista e narciso nel tener il pallone tra i propri piedi facendo così soltanto del male alla propria squadra. Parole dure che sicuramente faranno riflettere il caro Lionel, soprattutto quando Maradona precisa con toni duri che Messi potrà fare anche gol simili ai suoi ma che ne deve fare di strada ancora per avvicinarsi ai suoi livelli.

Non c’è che dire, stilettata in grande stile di un Diego Maradona che non le manda di certo a dire e che magari susciteranno qualche reazione nell’ animo del talento Messi. Chissà, forse con quel pizzico di altruismo, l’eredità può essere riconquistata…

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E CHI BEN COMINCIA…

Filed under: calcio, nazionale by: Giuseppe Ricciardulli

Qualificazioni ai prossimi mondiali del 2010 iniziate, bottino: due partite, sei punti. E’ questo il telegramma, dopo il primo giro di boa, che emerge più di ogni altra cosa. Primo obbiettivo centrato, ovvero quello di iniziare a punteggio pieno la cavalcata verso il Mondiale. E poco importa se si è visto un gran gioco o meno, se si è vista una squadra stanca o logora, di questi tempi il necessario è quello di ottenere i tre punti: gli altri discorsi lasciano il tempo che trovano. Dopo due partite di Settembre non si può criticare una Nazionale che vince, non si possono criticare giocatori che risultano ancora un pò imballati per le poche partite giocate. In queste prime giornate non si poteva pretendere più del risultato perchè a inizio stagione non ci sarà mai il giocatore pronto al 100% e in grande spolvero. Emerge il talento, il significato di squadra, la compattezza che permettono questi risultati che danno morale e segnali chiari. Giocando così già si vince, figuriamoci migliorando…

Ora però non bisogna vivere sugli allori, c’è bisogno della conferma di essere Campioni del Mondo: quindi non ci resta che cominciare da qui, per raggiungere livelli ancora maggiori…

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