Questa storia disonesta…

Filed under: Serie A, calcio, calciomercato by: Michele Greco

 È la storia di un grande giocatore, di un grande talento, mai espresso con questa maglia, sarà il nero, sarà il bianco, sarà che ha giocato poco e ,quelle volte che l’ha fatto, l’ha fatto discretamente, spesso in maniera superficiale, sarà solo per la sua testa. È la storia di una società che lotta con un suo giocatore, a colpi di tribune e ostinazioni per mandarlo via. Lui vuole il Porto o l’Atletico Madrid perché disputano la Champions, la Juve preferisce l’alternativa Monaco, oggi è attesa la decisione del giocatore. È la storia di un allenatore che ha deciso di non puntare più su di lui, dopo quel rigore floscio tirato al trofeo tim, per lui si sono chiuse tutte le porte, le uniche ad aprirsi sono state quelle della tribuna. Resteranno aperte ancora a lungo fin quando non deciderà la sua destinazione. Peccato per questa occasione sprecata, per questa classe mai esplosa. È difficile persino trovare dei colpevoli: la società? Ranieri? il giocatore? il gruppo che forse, dico forse, non gli ha trasmesso fiducia? Una cosa è certa: questo Tiago è la brutta copia del Tiago di sempre. Almeno una certezza in questo mare di dubbi…

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La rivoluzione silenziosa!

Filed under: Generale by: Michele Greco

È quella attuata da lui, Mourinho, l’uomo che si fa chiamare “special one”, chissà cosa abbia di speciale poi…

Lui col suo sguardo un po’ intrigante, a volte prepotente. Lui che meglio di tutti incarna il “superuomo” della filosofia nietzschiana, ha saputo subito prendere in mano il comando di una squadra che spesso ha sofferto della mancanza di un uomo guida, con ruoli diciamo, manageriali!

Troppo forse, troppo schietto, forse poco rispettoso dei suoi colleghi, poco amato per questa sua arroganza gratuita, questo suo parlare sempre sopra le righe, contro tutto e tutti. Questa mattina Mihajlovic l’ha attaccato pesantemente, parlando di una “pulizia” totale della squadra dai “manciniani”! Un commento forte, soprattutto veritiero.
Una rivoluzione “silenziosa”, pochi ne hanno parlato, forse perché ovviamente era inevitabile che fosse Mancini e la sua truppa il capro espiatorio di chissà quale disfatta. Allenamenti a porte chiuse, parole forti contro i suoi colleghi e tanto altro. L’ultima frecciata è stata riservata a Scolari, che aveva parlato di Mourinho come un uomo arrogante. L’allenatore di Setubal ha risposto con un’affermazione delle sue: “lo fanno per pubblicità, parlare di Mourinho oggi significa stare in prima pagina”. Che modestia quest’uomo, che umiltà (sarcasticamente parlando).

Bisogna dimostrare di essere grandi sul campo, non con le parole. Certo non sarà difficile vincere qualcosa con questa Inter dall’organico infinito, dei mille campioni. Mancini effettivamente costruì lui una squadra che qualcosa a casa ha portato, lo “special” la ritrova, anzi la sfoltisce, pretende giocatori targati Portogallo (vedi Quaresma e Tiago) facendo fuori i discepoli del Mancio: vedremo se lo special one riuscirà a rinforzare il suo appellativo o, al contrario, a trasformarsi in uno “special flop”…

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…almeno nel calcio

Filed under: Serie A, calcio by: Michele Greco

Il campionato del sud, il campionato del “tutto e possibile”, semplicemente il campionato più bello del mondo: il nostro, quello italiano, di serie A. Il bello è appunto la presenza forte del sud con ben 6 squadre, certo non di primissimo livello ma pur sempre nella massima serie. Posso affermare con un pizzico di soddisfazione, che la “questione meridionale” almeno nel calcio non esiste, almeno nel calcio il divario Nord-Sud è infinitesimo, impercettibile. Sei squadre, sei tifoserie, diverse emozioni e diversi anche gli obiettivi, quelli del Napoli e del Palermo che puntano sicuramente a un posto in Europa, altrettanto diversi gli obiettivi per Lecce, Cagliari, Reggina e Catania che vuoi per motivi economici, vuoi per motivi di organico, non possono che puntare all’obiettivo della salvezza sicura. Certo, è ovvio, nel calcio, si sa, non si deve dare mai nulla per scontato, ma la realtà dei fatti è questa. Bisogna solo essere fieri del fatto che comunque le disparità, le disugualglianze, sono livellate almeno nella teoria, diversa è la situzione nella pratica, dove i diritti tv sono sempre ineguali. Ma qui entra in gioco l’economia, gli interessi, e in questo mondo le regole del gioco sono diverse, chi le detta sono sempre coloro che detengono il potere.

Noi ci accontentiamo delle emozioni, dei gol, della tattica, dei big match, anche perché sarebbe insensato pensare di risolvere problemi irrisolvibili. Ci accontentiamo di osservare che il sud almeno a livello calcistico è presente, e questo non può che rinvigorirci, il resto ormai conta relativamente. Speriamo solo che sia un campionato coinvolgente, di poca moviola, di tanti gol, avvincente fino all’ultimo, un campionato del “tutto è possibile” anche se poi alla fine una certezza c’è sempre: a vincere saranno sempre gli stessi, ovvio senza il cambiamento c’è solo la monotonia.

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