
È la storia di un grande giocatore, di un grande talento, mai espresso con questa maglia, sarà il nero, sarà il bianco, sarà che ha giocato poco e ,quelle volte che l’ha fatto, l’ha fatto discretamente, spesso in maniera superficiale, sarà solo per la sua testa. È la storia di una società che lotta con un suo giocatore, a colpi di tribune e ostinazioni per mandarlo via. Lui vuole il Porto o l’Atletico Madrid perché disputano la Champions, la Juve preferisce l’alternativa Monaco, oggi è attesa la decisione del giocatore. È la storia di un allenatore che ha deciso di non puntare più su di lui, dopo quel rigore floscio tirato al trofeo tim, per lui si sono chiuse tutte le porte, le uniche ad aprirsi sono state quelle della tribuna. Resteranno aperte ancora a lungo fin quando non deciderà la sua destinazione. Peccato per questa occasione sprecata, per questa classe mai esplosa. È difficile persino trovare dei colpevoli: la società? Ranieri? il giocatore? il gruppo che forse, dico forse, non gli ha trasmesso fiducia? Una cosa è certa: questo Tiago è la brutta copia del Tiago di sempre. Almeno una certezza in questo mare di dubbi…
Se ti piace questo post puoi sostenerci con un piccolo versamento. Come se dovessi offrirci una birra.



