La tempesta del dubbio!

Filed under: calcio, nazionale by: Michele Greco


Con questa frase Giuseppe Mazzini nel 1936 apostrofava il suo momento e quello che attraversava l’Italia dopo i fallimenti dei moti rivoluzionari. Le sue idee lentamente si dissolvevano, ma la forze stessa della sua dottrina riusciva a convincerlo sempre più che quelle idee erano le più adatte, quella era la strada da seguire. Vi chiederete: ma cosa c’entra tutto questo con il calcio? Faccio riferimento a questa frase perché sottolinea al meglio il mio stato d’animo di fronte al ritorno di Lippi sulla panchina della nazionale. Forse qualcuno, o forse la maggior parte dei lettori di Diariocalcistico, non saranno d’accordo, ma io non amo i ritorni al passato, non amo i tentativi di riapertura di vecchi cicli, non amo la nostalgia del passato. Ovviamente, non ho amato Donadoni, il suo lavoro, le sue convocazioni, le sue tattiche, non ho amato nulla di questa avventura europea. (Questo spiega il perché dei pochissimi post dedicati all’europeo di calcio).

Ma il punto non è questo: penso che tutti gli amanti del calcio abbiano visto e notato le difficoltà della nostra nazionale, sterile in attacco, imprecisa a centrocampo, ottima solo in difesa. Non c’è Lippi che tenga alla pessima figura dei nostri ragazzi, che portavano sulle loro spalle il fardello dell’essere “campioni del mondo” proprio grazie al ct di Viareggio. Non sopporto i ritorni perché non portano bene, non sopporto i ritorni perché, come quando ti innamori per la prima volta, dopo, quando il tempo passa inesorabilmente, non provi più le stesse sensazioni, le stesse emozioni.

Non sono contento di Lippi perché con lui abbiamo già vinto, quando ho saputo del suo ritorno non mi sono emozionato, anzi…

Cambiare non significa tornare indietro, tornare indietro non significa rivincere. Berlino fa parte del passato, forse quelle emozioni le ritroveremo o forse no. I protagonisti non saranno gli stessi, lo stesso clima e lo stesso ambiente non si riproporranno mai. Sono pessimista nei confronti degli “amarcord” perché sono come le minestre preriscaldate. Amo la novità, vorrei lo sconvolgimento, l’originalità. Mi sarebbe piaciuto semplicemente un altro allenatore, un altro nome, magari Capello, Ancellotti, Prandelli. Certo, non sarebbero mai potuti arrivare per via dei contratti che hanno con i loro club, ma faccio dei nomi giusto per non subire magari le critiche di chi dice: “sì ti lamenti, ma cosa proponi?”

Mi piace il nuovo perché mi dà emozione, il vecchio mi rattrista…

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"E DI QUELLA GENTE CHE TI CREDE ANCORA UN MITO, NON TE NE IMPORTA NIENTE?"

Filed under: Grandi Campioni, calcio, euro 2008, nazionale by: Giuseppe Ricciardulli

Il calcio: se lo si chiede in giro a diverse persone, tutte risponderanno che è un gioco dove due squadre corrono dietro ad una palla e cercano di inquadrare una rete per vincere la partita. Il calcio estetico è anche questo: ci stanno persone che corrono dietro ad una palla, ma molti non sanno il lavoro che c’è dietro per far correre singoli calciatori dietro ad una palla!
Mix di tattiche, notti insonne, allenatori che cercano di trovare quello spiraglio per affondare l’avversario magari snaturandone il gioco stesso della squadra, il motivo per cui utilizzare determinati giocatori al posto di altri che nell’insieme risulteranno tremendamente azzeccati o abulici al massimo. Ore di lavoro sotto il sole, miliardi di energie spese nel giro di poco tempo ma a volte il lavoro paga e ci si ritrova a difendere la propria patria in una competizione mondiale ed europea.
Il calcio è un bellissimo insieme di valori che purtroppo pochi sono in grado di leggere: unione, apprezzamento del lavoro quotidiano, cuore, sudore, orgoglio che mai deve tramontare, gloria, voglia di non mollare mai nemmeno davanti alle più brutte disgrazie, dimostrare che si è sempre vivi, serenità, convinzione nei propri mezzi, aiutare il prossimo, apprezzare le persone con cui si lavora ed anche quel pizzico di fantasia che non guasta mai.
Quell’ aiutarsi l’un l’altro, quella coesione che esplode nella gioia di portare a termine un risultato, quel pensare positivo sempre e comunque che accende la luce nelle partite importanti, quelle decisive dove l’equilibrio è totale e soltanto una grande giocata può stabilire il vincitore ed il perdente. Quella serenità che permette di dare di più quando tutto sembra crollare e ci si trova nell’ ombra, si guarda lassù sapendo che il meglio arriverà, si guarda tutti con un sorriso beffardo perchè si ha nelle proprie mani la convinzione che l’ obbiettivo verrà raggiunto a tutti i costi, magari sudando qualche giorno in più.
E’ questo il mix di valori che differenzia una grande squadra da una buona squadra: non sono i giochetti, i tacchi, l’esultanza particolare ma l’ entrare in campo come una famiglia, pronti a lottare l’un l’altro fin quando il gong finale non suonerà. Ed a quel punto non interessa se si è vinti o vincitori, l’importante è aver dato più del massimo ed esserlo tutti insieme….sempre con quel sorriso che contraddistingue l’ essere positivo!
L’esempio che meglio racchiude quest’idea è Clarence Seedorf: un giocatore umile, che mai esagera, pensa sempre al meglio, a volte ci riesce, a volte no, ma è sempre lì a dare il massimo e sempre lì al momento di subire critiche. Un uomo che non drammatizza i momenti buii e che sfocia nel pianto nei momenti delle vittorie, dove si capisce quanti sacrifici si sono fatti e si ringrazia tutte le persone che non hanno mai smesso di crederci.
Altro esempio bellissimo è la Nazionale Azzurra che si è esaltata con un Mondiale superando mille difficoltà…e già si è tolto qualche sassolino anche nella fase a gironi dell’ Europeo!
Comunque vada….con il coltello tra i denti! Sempre!

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E SI PARTE…!

Filed under: calcio, euro 2008, nazionale by: Giuseppe Ricciardulli

Il tempo è scaduto: l’ Europeo ha inizio! Dopo un mese trascorso tra malumori e tensioni per le convocazioni, inattesi infortuni e questi nuovi palloni che hanno fatto irritare diversi numeri 1, oggi ha inizio Euro 2008 con la partita d’ inaugurazione alle ore 18.00 Svizzera – Turchia. L’attesa è sempre quella delle grandi competizioni: si gioca a prevedere quale sarà la squadra rivelazione, quale sarà la stella dell’ Europeo, quale sarà il flop e infine (forse è anche la valutazione più importante) chi sarà la squadra vincitrice.
Le squadre favorite per il successo in Austria e Svizzera sono le solite: Italia, Francia, Spagna, Germania e un gradino sotto Portogallo e Olanda. Ogni CT si fida della propria squadra, le scelte sono state fatte in modo da poter permettere ai singoli calciatori di esprimersi secondo le direttive del CT nel modo più congeniale possibile. Scelte che all’ opinione pubblica hanno creato qualche disguido come per esempio l’esclusione di Inzaghi, così come quella di Mexes, Flamini e Raul tanto per citarne qualcuno.
Gli occhi sono tutti puntati sulle stelle delle squadre partecipanti: una su tutte il futuro Pallone d’ Oro Cristiano Ronaldo, pronto all’ Euro-consacrazione. Poi da tener d’occhio Fernando Torres, Zlatan Ibrahimovic, Karim Benzema e Luca Toni.
Insomma gli ingredienti per vivere un mese ricco di emozioni, che queste siano positive o negative, ci stanno tutti.
Non mi resta che augurare un Buon Europeo a tutti! E un in bocca al lupo di pronta guarigione a Capitan Cannavaro!

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Che ce frega del francese noi c’avemo Fabio-Gol!

Filed under: Grandi Campioni, Serie A, calcio, calciomercato by: Michele Greco

Era lo slogan dei romanisti, che si godevano Totti e prendevano in giro i laziali, era lo slogan di chi crede che il nome sia tutto! Totti: un nome, una garanzia, altrettanto David Trezeguet: un nome, un gol! Lui è la Juve, insieme a Buffon, Alex Del Piero, Nedved. Ma oggi cosa leggi? “Trezeguet, sirene spagnole”, “Con 25 mln di euro si può fare”. Certo, sono voci di mercato, non sono preoccupanti (anche se c’è sempre un fondo di verità), ma la notizia non è questa, ovviamente, la notizia sta nel nome del suo probabile futuro: FABIO QUAGLIARELLA, avete capito bene, certo. L’attaccante napoletano dell’Udinese!

Ricapitolando, la Juve chiaramente, se arrivassero bei quattrini, ci potrebbe pensare. Il problema è che la società cosa fa: vende Trezeguet, guadagna quello che c’è da percepire, e successivamente prende Quagliarella, non Eto’o eh, Quagliarella. A 31 anni ormai David ha dato, certo, ma quanto ha dato: 115 gol in 187 presenze con la maglia juventina, detiene la più alta media-gol dai tempi di Nordhal, l’attaccante del Milan degli anni ‘50, con gli altri attaccanti più forti della storia recente della Serie A (Batistuta, Van Basten e Shevchenko). Per una singolare coincidenza sono tutti e quattro a quota 0,61 !. Rispetto agli altri però, c’è un particolare che pone Trezeguet in una posizione privilegiata: un praticamente inesistente contributo di reti realizzate dal dischetto del calcio di rigore (appena 5 su 115). L’ideale sostituto è Quagliarella? Huntelaar? Amauri? (altro gioiellino fresco fresco, per cui si sono spesi ben 22 mln di euro più Nocerino e Lanzafame). Incredibile; ai tempi di Moggi queste trattative sarebbero state barzellette, favole. Sì certo, è una notizia di calciomercato e, in quanto tale, deve essere vagliata, sono idee di chi lavora con il mercato: ma c’è sempre un fondo di verità. Per sostituire 20 gol sicuri ogni anno, devi prendere il campione, il nome, il pezzo da novanta, le stelle, perché è di stelle che stiamo parlando.

Che ce frega del francesce noi c’avemo Fabio-Gol!: sarà il nuovo slogan del tifo bianconero o sarà solo una mia ispirazione, una mia pazza idea? Spero per la seconda…

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