Oltre ad essere il titolo di un romanzo di Victor Hugo, “l’uomo che ride” è la frase che meglio si affianca all’immagine dell’attuale Roberto Mancini. L’uomo, l’allenatore, il personaggio che dopo anni di “anonimato calcistico” è riuscito a rispolverare il significato della parola “Inter”. Questa non è una provocazione, è una semplice e concisa constatazione, indiscutibilmente veritiera. Nessuno meglio di lui ha fatto “rinascere” l’Inter. Secondo, a mio avviso solo al grande Herrera, è l’uomo più “azzeccato” dell’era Morattiana., dopo anni di rivoluzioni panchinare, da Tardelli a Lippi, da Cuper a Lucescu senza dimenticare Gigi Simoni. Ora si dovrebbe vincere il 16° titolo (la matematica ci obbliga ad usare il condizionale) anche perché l’Inter è più forte, lo merita più della Roma, una Roma affogata nel mare della Champions, che, comunque, ha espresso un miglior gioco di squadra ma che, paradossalmente, è stata meno cinica nel chiudere le partite decisive. Mancini con il suo stile, tipicamente Copp’italiano, si trasforma, lentamente acquista quel briciolo di antipatia tipica dell’essere vincente. Ride, gode, assapora la vicina vittoria, come un gatto che da lontano annusa l’odore del pesce. Mancini, uno dei pochi allenatori che, quando c’è da parlare, parla e punge e fa bene. Grande da giocatore, altrettanto da allenatore; certo un po’ fortunato nell’avere una squadra di questi livelli, ma comunque bravo a creare una squadra, un gruppo, qualcosa di astratto e impensabile nelle precedenti annate; altro che Moggiopoli e maledizioni.
Roberto Mancini, l’uomo che vince e se ne va (lo farà, ne sono certo) come solo i grandi riescono a fare; pazienza per la Champions League, quelle sono altre storie, altre competizioni, altre gestioni, ora basta l’Inter, ora basti tu, caro Mancio. La vittoria non è ancora arrivata, ma chi potrebbe negartela?
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Dalla prima stagione in Serie A ad oggi ne sono passate di coppe e scudetti, ma la fame di Filippo Inzaghi, alias Superpippo, è sempre insaziabile. A 34 anni,quasi 35, è lui ancora il bomber più prolifico, sempre più in forma e sempre più in formato “cecchino d’area di rigore”. Quarta giornata consecutiva con gol, 98˚ col Milan, quarta tripletta con la maglia rossonera. I numeri urlano ancora:SUPERPIPPO. Con questo ultimo mese a disposizione, si tende a dar spazio alle più svariate candidature, ma questa non penso sia così leggera come altre proponibili. Inzaghi è l’uomo del momento, capace di far risalire la voglia di vincere e di agguantare l’ultimo binario del treno Champions alla propria squadra che, senza musichetta speciale, non vivrebbe nel migliore dei modi.Lui lo sa, e cerca di trasmettere la propria adrenalina a tutti i propri compagni invitandoli a dare sempre il massimo. Quando si cita la parola “GOL” viene immediatamente un nome: Inzaghi. Lui, da bravo ragazzo e grande professionista, si limita a dire che se ci sarà bisogno sarebbe onorato di rappresentare la maglia azzurra quest’ estate ma anche che, se non ce ne fosse il bisogno, tiferebbe gli azzurri come un vero tifoso. Mai vista tanta tensione trasformarsi in una tale rabbia agonistica da far venire i brividi. Una ferocia inaudita sottoporta, cinico come non mai anche se l’età gli gioca contro. Ma finchè ci stanno il cuore e il vizietto da gol, Inzaghi resterà al proprio posto e magari in qualche aereo diretto in Austria e Svizzera…I numeri ci sono e gli inviti a pensarci al ct Donadoni ci saranno sicuramente…
Carnevale è passato da qualche mese, dove si vedeva l’ Inter uscire malamente (dopo i vari proclami inutili di impresa!) dalla Champions League e il suo giocatore di spessore, Zlatan Ibrahimovic, concedere al suo club un dolcetto tenendola a galla in campionato con le sue giocate e con i suoi gol. Pur avendo un tendine bucato, lo svedese ha sempre stretto i denti per dare una mano alla causa nerazzurra fino a quando, forse già premonitoriamente, lo stesso tendine ha consigliato all’ attaccante nerazzurro di fermarsi ai box. E da qui cominciano i sussulti e i cattivi pensieri: prima Ibrahimovic decide di curarsi alla Pinetina poi, d’ accordo con il club (ma chissà se anche d’accordo con Mancini) decide di volare in Svezia e curarsi dai suoi medici fidati in modo da disputare, in estate, l’ Europeo. Fino a qui nulla di strano, il giocatore si cura e nel frattempo dichiara che tornerà solo al top della condizione. Ciò che fa nascere qualche dubbio è che, oltre a impegnarsi nelle cure, Zlatan tiene ad occupare il proprio tempo davanti a giornalisti ed interviste in televisione. Per dire cosa? Immaginiamo di udire un giuramento d’ amore verso i colori nerazzurri, visto che appena arrivato aveva detto di essere sin da bambino un vero tifoso della sua attuale società…



