La "sfortuna" di chiamarsi Juventus!

Filed under: calcio by: Michele Greco

Difendere la causa Juventina oggi è un lavoro abbastanza arduo. Voglio farlo perché, una volta per tutte, bisogna aprire gli occhi e le orecchie quando i media (soprattutto televisivi) commentano tutto ciò che riguarda la Vecchia Signora. Massacrata durante il periodo calciopoliano, ieri a mio avviso la società torinese è stata vittima dell’ennesimo accanimento mediatico. Sì, forse è stata una sensazione che ho percepito solo io, ma posso assicurarvi che fra qualche minuto ci ripenserete. Alla trasmissione CONTROCAMPO ieri sera ascoltavo, con stupore, le discussioni degli ospiti incentrate sul presunto fuorigioco (millimetrico, ma effettivo) di Trezeguet al momento del 1°goal di Salihamidzic. L’addetto alla moviola, Matteo Dotto, era molto preso dall’argomento e sottolineava successivamente come l’arbitro avesse sbagliato nel non espellere Tiago per il “gancio” sferrato a Locatelli. Su quest’ultimo episodio siamo tutti d’accordo anche perché l’arbitro, per ammonire il centrocampista juventino, qualcosa avrà pur visto. I toni “improvvisamente” cambiano quando si analizza, o meglio, si guarda il rigore negato alla Juve per fallo di mano di un difensore del Siena. Allo stesso modo si è parlato poco, anzi pochissimo, del rigore clamorosissimo negato al Milan per “attraccaggio” di Cambiasso al piede di Kakà. Il punto è questo: come mai, quando c’è da parlare di favoritismi e arbitraggi pro-Juve, tutti i programmi sportivi domenicali si sbizzarriscono e incentrano tutta la trasmissione sullo stesso argomento, gridando allo scandalo? Come mai, al contrario, si fa semplicemente “osservare” l’episodio che sfavorisce la Juventus? Forse perché la Juve fa notizia e incrementa l’audiance? Sì, perché in una nazione come la nostra, dove l’assetto giornalistico e televisivo è veramente pietoso, l’unica cosa che interessa è aumentare il più possibile il numero di telespettatori.

A chi potrebbe interessare il rigore regalato al Toro e l’arbitraggio disastroso di Trefoloni? E’ molto più importante, ai fini mediatici, sapere che l’a.d. Blanc ha detto al d.s. Secco di interrompere i rapporti con Moggi. Già, Moggi, colui che ha nutrito, e nutre ancora, il giornalismo sportivo italiano con nuove intercettazioni e scoop che hanno francamente poco a che fare con il calcio giocato…

Sarebbe ora di tralasciare i fatti di Calciopoli e pensare a commentare, in maniera imparziale e sportiva, i fatti della domenica, evitando di “far vedere” ciò che fa più audiance, ciò che fa più notizia. Puntiamo l’attenzione sul contenuto, invece di sottolineare solo e soltanto la forma e diciamo una volta per tutte BASTA!

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Alla corte della Regina e dei "Tre Leoni"

Filed under: estero by: Michele Greco

Ora è più che ufficiale: Fabio Capello è il nuovo ct della nazionale inglese. Il suo stile, il suo carisma e la sua voglia d’Inghilterra hanno convinto i vertici federali inglesi. La cosa che più mi tormenta (e allo stesso tempo mi rinvigorisce) è vedere un tecnico italiano del suo calibro sedere sulla panchina della nazionale patria del calcio. Sì, perché l’Inghilterra, pur essendo fuori dall’europeo 2008, e pur sempre una contendente per il mondiale sudafricano. Mi rendo conto che lo sviluppo tecnico della nostra nazionale è nettamente superiore a quello britannico, ma non dimentichiamo che “don Fabio” conosce vita, morte e miracoli dei nostri giocatori e soprattutto è colui che meglio di tutti conosce il tecnico Donadoni (e la sua “politica calcistica”). La nomina di “sir Fabio” non è da sottovalutare, le sue vittorie e la sua esperienza parlano da sole, lo staff tecnico incredibilmente sarà tutto italiano.

Sarà la panchina-flop più inaspettata di tutti i tempi o ci sarà, verosimilmente, da stapparsi i “capelli”?

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Furia CECA!

Filed under: calcio by: Michele Greco

Dopo tante polemiche riguardo le sue ultime prestazioni finalmente Pavel Nedved è tornato. Sì perché in questo campionato avevano segnato tutti: Palladino, Trezeguet, Del Piero e Camoranesi passando per Legrottaglie e Salihamidzic. Ma ora a questa lunga lista si è aggiunto anche lui: il numero 11 più agguerrito della serie A, quello che non molla mai, il solo che riesce a correre per 90′ come se fosse entrato in campo solo da pochi istanti. A 35 anni suonati è stato oggetto di profonde critiche (a queste si sono aggiunte anche le mie), e domenica, proprio a causa di queste, ha lasciato il campo senza dichiarazioni e commenti. Dopo esser stato sostituito, ha puntato diritto il tunnel che porta agli spogliatoi infuriato e silenzioso come se fosse stato sostituito a seguito di una brutta prestazione. Ma il motivo è più che chiaro: Pavel era arrabbiato con tutti e forse anche con sé stesso. Sì, perché dopo 300 partite in serie A e 65 reti (coronati dalla vittoria del pallone d’oro nel 2003) uno come lui non poteva non offendersi. Con delle ginocchia logorate, a causa dei numerosi kilometri percorsi sui campi di calcio, Pavel aveva pensato più volte di appendere le scarpe al chiodo ma questo triste pensiero, per fortuna, non si è mai trasformato in realtà. Quest’anno probabilmente sarà quello decisivo e ciò desta molta amarezza in coloro che amano il calcio e la professionalità. L’unico modo per salutare il calcio sarà incrementare ulteriormente il suo personale palmares, magari con lo scudetto chissà…

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A "volte" ritornano!

Filed under: euro 2008 by: Michele Greco

Sì, è proprio il caso di dirlo, a volte ritornano ma in questo caso vorresti proprio che ciò non accadesse. Sì perché ormai Italia-Francia è diventata un grande classico per non dire un grande incubo. Battuti all’europeo del 2000, vincenti al mondiale 2006, sconfitti alla prima sfida valida per le qualificazioni a questo europeo. Insomma il resoconto delle sfide tra le due nazionali è abbastanza equilibrato. Però si sa nel calcio l’unica cosa che non sopporti è la monotonia, a maggior ragione quando di fronte ti ritrovi la Francia ma soprattutto il suo sbruffone ct Domenech. Chissà cosa starà pensando adesso che si ritrova gli azzurri per l’ennesima volta sulla sua strada, magari cercherà di appiccare fuoco alla vigilia della partita com’è nel suo costume, oppure semplicemente terrà chiusa quella boccaccia tipica di chi non è abituato ad assaporare vittorie importanti. Del resto ribadisco: come può pretendere di vincere qualcosa un commissario tecnico che, spesso e volentieri tiene in panchina o, addirittura in tribuna, un giocatore del calibro di David Trezeguet? La risposta è piuttosto semplice…


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