Il silenzio “ha senso…”

Filed under: Generale, Grandi sfide, Serie A, arbitri, calcio, calciopoli by: Michele Greco

ciro-ferraraAltro che cupole, cattedrali e mausolei, la partita di ieri sera i più interessati l’hanno vista, e anche i paranoici della sponda milanese a maglie nerazzurre. Non per continuare con le polemiche e le varie rimembranze passate, diventate ormai un gioco abominevole, piuttosto servono delucidazioni…per contrastare la cecità di alcuni sornioni di vertice. Una partita bella, avvincente frutto di un gioco chiaro di entrambe le squadre: da Gasperini le conferme non erano tanto richieste, da Ciro Ferrara invece sì. La risposta alla Milano silenziosa è arrivata sul campo, con una prova di forza, e a gran voce: la Juve è lì con voi, non siete da soli, come il titolo della canzone di Christine Johnson divenuta inno del Liverpool: You’ll nerver walk alone (Non camminerete mai soli).

Forse il pareggio alla fine è stato il risultato più giusto, anche se andando ad analizzare la partita ci accorgiamo che proprio giusto giusto…: il primo tiro in porta del Genoa è arrivato al 25° minuto del secondo tempo. I due gol sono arrivati dalle fasce, punto di forza del Genoa, con una difesa juventina non in grande spolvero ieri. Poi secondo tempo targato Juve: due gol annullati per fuorigioco, entrambi complicati da giudicare, solo uno azzeccato. Il primo gol annullato a Iaquinta era regolare, difficile da vedere sì, ma regolare, a differenza del gol di Milito (episodi). Alla fine gli uomini di Ferrara hanno acciuffato il pareggio con il risolutore Trezegol. Ovvio, il calcio è fatto soprattutto di episodi, guai se non ci fossero…staremmo a vedere film con copioni già scritti, perfetti e lineari dove tutto scorre liscio come l’olio, e i soliti uomini di vertice, allenatori dal sarcasmo facile non avrebbero di che lamentarsi. L’importante è non costruirci sopra romanzi nel momento in cui ad essere “favoriti” sono i “colpevoli” calciopoliani. E guai a dire che ora è tutto trasparente, perché non è cambiato nulla, e non c’era nulla da cambiare anzi, forse qualcosa da cambiare c’era: lo strapotere di una squadra che aveva nell’organico i più forti giocatori del pianeta, come l’Inter oggi. L’unica variabile è il vittimismo, che la Juventus di Moggi non aveva…invece in quel di Milano sì, tanto da essere diventati paranoici.

Poi stamattina il silenzio… perché ora è tutto trasparente e regolare, ora sono solo episodi, il silenzio ora ha senso..

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Il presente è il passato…pensando al futuro

Filed under: Grandi Campioni, Grandi sfide, Serie A, arbitri, calcio, euro 2008 by: Michele Greco

Ciro Ferrara e Claudio Ranieri

In sostanziale disaccordo rispetto a quanto  evidenziato dal collega Ricciardulli, personalmente sostengo che non è certo una questione di stile, ma di feeling; per usare le parole di Mina. E’ una questione di nome, di esigenze, di tifosi…una questione di Storia. Anche due giorni fa la Juve in un certo senso è entrata nella storia esonerando Ranieri, non lo faceva dal 1969: sono passati 40 anni…la Juventus è anche questo. Questa società fa parlare di sé anche per questo. C’è stato, come no, un cambiamento di stile ovvio, ma il cambiamento spesso è sinonimo di intelligenza, il conservatorismo è un qualcosa che spesso non aiuta.

Forse un po’ tardi, forse inutile ma lo scossone a questo ambiente andava dato, ormai era da troppo tempo che questa squadra non giocava più a pallone. La domenica si fa tutt’altro sport: non c’è un’identità di gioco, non c’è carattere, fantasia. Un modulo statico, mai ridisegnato; con le solite uscite, coi soliti errori: squadra lunga o troppo corta. Basti pensare ai tanti gol subiti grazie alle ripartenze delle squadre avversarie. II tecnico romano ha avuto anche un pessimo rapporto coi senatori e con i giovani (vedi Giovinco), si è fatta una pessima preparazione (vedi gli innumerevoli infortuni). Ma  possiamo anche lasciar perdere tutto questo, se vogliamo, alla fine in una stagione gli errori si possono commettere, è lecito.

Lasciamo perdere anche i progetti fatti all’inizio, che Ranieri nel bene e nel male avrebbe mantenuto. Non si poteva fare di più, certo. Andiamo a spiegarlo ai tifosi questo.

La questione è il futuro, il presente e il passato. Il futuro è l’accesso alla Champions direttamente che significherebbe fare una preparazione completa ed equlibrata, senza anticipare di un mese e mezzo per via dei preliminari. Ranieri forse l’avrebbe raggiunta lo stesso, forse appunto . In campo non ci va lui, ma vanno i calciatori. Questi ultimi non rispondevano più al tecnico romano, e in casa Juve questi rischi non si possono correre. Il presente sono i tifosi, che fanno la voce grossa di fronte ad un rollino di marcia disastroso: 7 partite 6 punti. La Champions non si poteva vincere ci mancherebbe, il campionato non ne parliamo nemmeno, la Coppa Italia? Beh qui il discorso si fa diverso: l’obiettivo, a detta del presidente era chiaro,  alla fine non si è raggiunto nemmeno quello. Il passato è il nome di questa società: Juventus appunto.  Il popolo bianconero non è abituato a rimanere all’asciutto che lo si voglia o no, non si riesce ad aspettare. E’ sbagliato come discorso ma rispettabile. La parola “vincere” fa parte del dna di questa squadra e del suo pubblico. Dopo la tempesta non si vuole la quiete, ma la risposta; chiara, sul campo, con i successi.

Gli errori sono stati commessi da tutti, dirigenti, allenatore e giocatori, ma si sa ,in questi casi a rimetterci la faccia è sempre il tecnico. Forse è stato sbagliato mandarlo via adesso, o forse no, non  si sa, non c’è una spiegazione a tutto. Ma le motivazioni le hanno capite tutti, o quasi; i tifosi sicuramente. Il grido è stato chiaro in questi mesi: la Juve agli juventini…e così è avvenuto. Ferrara è il presente, Conte forse il futuro. Anche lì nella scelta del futuro si potrà sbagliare, anche questa è un’incognita. La cosa certa è che a questa Juve manca il carattere degli anni in cui le partite terminavano al 95° minuto: gli anni di Ferrara e Conte appunto. Il problema è il futuro, e lo si sta affrontando usando il passato….

Antonio Conte

Si sbaglierà o forse no, staremo a vedere. La vecchia Juve sbagliava poco, la vecchia dirigenza anche, ma quest’ultima dimentichiamola: se ci si ritrova in questo stato la risposta è anche in quel tipo di passato, la colpa è anche di quel pezzo di passato…o sbaglio?

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VOGLIO FARTI UN REGALO…

Filed under: Generale, Serie A, arbitri, calcio, calciopoli by: Giuseppe Ricciardulli

Questo inizio di una canzone del momento potrebbe rendere al meglio l’ idea di ciò che sta accadendo nel Campionato Italiano, o meglio nell’ intero sistema del Calcio Italiano. Dal 2006, dopo lo scandalo Calciopoli, un pò di cose sono cambiate: l’ imperativo era quello di fare finalmente pulizia nel mondo di un calcio diventato malato patologicamente e nel quale non si respirava più.

“Voglio farti un regalo” potrebbe essere il pensiero che ha portato Guido Rossi, dati i suoi famosi trascorsi nell’ ambiente meneghino telefonico-calcistico, a risarcire  quel Massimo Moratti che poco aveva gioito fino a quell’anno e con un centenario da onorare alle porte.

“Voglio farti un regalo” è il messaggio di scuse che la FIGC ha voluto mandare a Massimo Moratti e al sornione Tronchetti Provera in vista del centenario, togliendo dai giochi Juventus, Milan, Fiorentina e Lazio, lasciando nella sola Roma la speranza di poterle guastare quell’ Impero così premurosamente messo in piedi in così poco tempo, per presunti illeciti sportivi.

“Voglio farti un regalo” è ciò che ha promesso Mancini dando la gioia di uno scudetto al bel presidente dell’Inter, il quale finalmente dopo anni di ingerimento di bocconi amari, ha potuto esibire un sorrisone dinanzi i propri tifosi.

“Voglio farti un regalo” è il messaggio con il quale Josè Mourinho si è presentato ad Appiano Gentile. Il regalo è la famigerata Champions League. Avrà scambiato la Champions per lo Scudetto, dato che ancora non ha padronanza della lingua italiana, ma resta il fatto che tutta questa specialità non si è vista: modulo uguale a quello di Mancini, stessi uomini, identità di rendita che risalta la constatazione che tutte le qualità dello Special One non si sono poi mostrate in egual maniera  nella squadra che scende in campo la domenica. Per il momento il regalo è rimasta una promessa.

“Voglio farti un regalo” sembra essere anche il monito della classe arbirtrale. Che non si sa se involontariamente o meno, sta permettendo all’ Inter di raccogliere più di quanto seminato. E’ evidente all’occhio umano che non è stata soltanto la partita Siena – Inter a favorire i nerazzurri. Come è anche vero che anche altre squadre hanno avuto favori, ma con una bilancia a controllarne il peso. E’ inimmaginabile vedere una squadra senza rigori a sfavore per un anno, eppure i casi dubbi ci stanno.

Arroganza che sprizza da tutti i pori: arriva la conferenza alla vigilia del match di Coppa Italia contro la Sampdoria, si assiste ad un monologo di sette minuti del Mourinho allenatore nel quale si denota una profonda delusione del portoghese nel mettere in risalto l’errore di Balotelli invece di sottolineare gli zero titoli di Juve, Roma, Milan.

Dovrebbe sapere il caro Mourinho che l’errore è all’ordine del giorno: tutti li fanno, tutti li subiscono. La differenza sta nell’ ammettere (come ha fatto a Siena) e non nel negare addirittura l’evidenza ( come nell’occasione del derby e della partita con la Roma) spostando l’attenzione su discorsi che nemmeno nei bar e nei fans club più si fanno. Queste sbroccate con le lacrime agli occhi fanno aumentare ancora la tensione che c’è intorno a questo mondo fatto di persone che parlano per passione e non per lavoro. La discussione, nei limiti, ci sta: sia da una parte che dall’altra si può esprimere la propria opinione senza però sfociare nelle offese e nelle accuse che non fanno bene al calcio. Che si aprino le danze delle squalifiche e dei deferimenti. Sperando in un miglioramento.

Infine è mia premura precisare che si è preferito impostare l’articolo dal punto di vista cronologico, in quanto nel calcio si bada troppo all’ effetto sorprendendosi degli avvenimenti ma la vera soluzione si dovrebbe ricercare nelle cause di questi ultimi che hanno portato alla degenerazione degli schemi.

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SANO FAIR-PLAY…

Filed under: Serie A, arbitri, calcio by: Giuseppe Ricciardulli

Verrebbe da dire: clamoroso! Proprio così: perchè al giorno d’oggi il mondo del calcio è sempre più circondato da approfittatori e avvoltoi che, giocano in modo scorretto a tal punto da modificare un semplice contatto (addirittura quando questo non c’è!). In un mondo dove si combattono i simulatori che, pur fingendo un malore per il bene della propria squadra, non fanno bene di certo al mondo dello sport, dove tutto ciò si deve vivere con il giusto divertimento e con la giusta buonafede. Anche perchè è molto angosciante e deludente vedere partite che vengono capolvolte, soprattutto dal punto di vista del risultato, per degli episodi che non stanno nè in cielo nè in terra. Tuffatori, malori improvvisi negli ultimi 5 minuti per portare a casa il risultato, azioni da gol per la squadra avversaria e calciatori dell’ altra che si accasciano a metà campo presi da chissà quale dolore insostenibile!Ma questo è sport? Questo significa giocare a calcio? Questo significa vincere le partite?E’ questo l’ esempio che diamo ai ragazzini che si affacciano per la prima volta al mondo del calcio?
Per fortuna, come nella maggior parte dei casi, esistono le eccezioni. La più piacevole, in ordine di tempo, si è vista nell’ ultima giornata di Serie A, incontro Milan – Reggina. Tiro di Pirlo, deviato da Campagnolo in maniera evidente e quindi calcio d’ angolo: l’ arbitro valuta male e concede la rimessa dal fondo. Un altro giocatore, magari più furbo ma assolutamente meno onesto, avrebbe pensato ( visto che a Milano erano in palio comunque punti essenziali per la salvezza) di ringraziare e battere la rimessa dal fondo. Invece no, con grande sportività e collaborazione, Campagnolo (portiere della Reggina) va dall’ arbitro e, consultandosi con quest’ultimo, ammette di aver deviato il tiro e quindi invita ad assegnare il calcio d’angolo.
Questi gesti fanno venire il sorriso e strappano un applauso, perchè vuol dire che qualcuno che crede nella giustizia e nell’ onestà di un gioco,così passionale come quello del calcio, esiste ancora…
Questi sono esempi da seguire…chapeau Campagnolo!

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