Mario Balotelli: il talentuoso reuccio di casa Inter continua a far parlare di sé. Papà Mourinho oggi in conferenza stampa, in occasione della presentazione del nuovo acquisto Mariga, lo ha strigliato, seppur implicitamente. Anche una persona con pochi “neuroni” avrebbe capito che il riferimento al giocatore non era del tutto casuale. Dopo la sceneggiata di mercoledì sera in Coppa Italia Mario doveva aspettarsela la ramanzina dal suo mentore, che da due anni a questa parte ci ha abituato ad affondi che fanno leccare i baffi alla stampa italiana. Quando sta per parlare Mou il circuito dei media impazza. Mario, detto Super, è forte, fortissimo con la palla ai piedi ma il suo papà lo vuole più educato, meno testardo, meno irascibile. L’uomo Balotelli ha tanto da lavorare e chi gli sta intorno, soprattutto il carismatico mister portoghese, stanno facendo di tutto per “raddrizzargli la schiena”. Al contrario di certi moralisti del bar dello sport, che continuano a diseducarlo definendo il ragazzo vittima infastidita dai cori razzisti, la miglior strumentalizzazione di sempre. Il tifoso che va allo stadio che sia Juventino, Veronese, Milanista e cosi via, è infastidito dall’uomo Balotelli e dal suo atteggiamento irrispettoso nei confronti dei suoi colleghi. Non a caso lo stesso allenatore, al contrario del suo presidente, non ritiene Super Mario una vittima, ma un colpevole. Ce le ricordiamo tutti le parole dello Special One dopo Chievo – Inter? «Bisogna capire quello che è Mario: un ragazzo che dice spesso cose che non deve dire, e fa spesso cose che non deve fare»
La confusione è totale…e fa rima con delusione, quella dei tifosi. Fuori dalla Champions significa tanto a livello economico e psicologico. Mezza stagione è stata buttata via e con essa le tante aspettative dei vertici societari, degli addetti ai lavori; e forse proprio da essi bisognerebbe cominciare l’analisi. Il calcio spesso è basato sui numeri e i 4 gol in 6 partite la dicono lunga sul perché di questa disfatta. Il gioco mai espresso, i cambi di modulo continui (ben 4 dall’inizio della stagione) e forse un equivoco tattico enorme. C’è tanto su cui ragionare, su cui pensare. Forse ha ragione Del Piero quando dice che la colpa è di tutti, e forse è anche prematuro parlare di flop di mercato. L’unica cosa che spesso mi chiedo è: “Chi è Jean Cleaude Blanc?”,” Chi è Alessio Secco?”, “Sono gli uomini giusti per la rifondazione Juve?”. La risposta evidentemente non è così complicata; sembrano “la quiete dopo la tempesta”, altro che rivoluzione. La rivoluzione si fa con le armi e quelle calcistiche sono la lungimiranza nel distinguiere i campioni dai flop, nel cercare gli uomini di calcio, nel cercare l’esperienza, la vitalità del progetto e quello Juve sembra in alto mare.
L’effetto Guardiola proposto in Italia evidentemente non funziona, ma lì a Barcellona le cose sono molto diverse, quello è un club che potrebbe anche non averlo un allenatore. Ferrara sembra solo il condottiero stanco di un esercito di spaesati. Amauri è l’ombra di sé stesso, sopravvalutato soprattutto a livello economico giusto per rafforzare la tesi secondo la quale la miglior difesa è l’attacco, appunto. Le analisi non sembrano essere così complicate e forse nemmeno le domande…nemmeno i perché. Le contestazioni dei tifosi a fine gara sono il campanello d’allarme chiaro, qualcuno lì dovrà rimetterci non solo la faccia ma anche la testa…
Favola blucerchiata: la Sampdoria è la capolista della Serie A italiana dopo sei giornate. Protagonista indiscussa la banda Del Neri che, in questo inizio di stagione, ha fatto vedere tanto di buono a dispetto dei pronostici. Ciliegina sulla torta è stata la vittoria contro l’ Inter che la sancisce Regina del Campionato.
Sette punti, sei gol fatti e q
uattro subiti. Imbattuta contro l’ Inter, partita combattuta, e contro le macerie del Milan, fermata solo da uno Storari versione Buffon. Entrambe le volte a San Siro. Quattro pareggi, con il Palermo raggiunta al 91′, senza il quale la classifica sarebbe stata “impensabile per una neopromossa” (Ventura dixit). Sono solo alcuni numeri della squadra che sta giocando il calcio più bello del campionato, il Bari di Giampiero Ventura. Dopo il misterioso esonero di Antonio Conte, la squadra è stata affidata alle mani del tecnico ligure, senza risentirne. L’ allenatore genovese è stato abile a non snaturare il gioco barese, impressionante nel campionato scorso di B, affidandosi ai medesimi interpreti della cavalcata trionfale dell’anno scorso (eccezion fatta per Donati, al ritorno in Italia dopo anni al Celtic). Su tutti, un tridente che sinora sta esaltando i palati fini dei calciofili italiani: Barreto, Alvarez e Rivas. I difensori del Milan hanno ancora un cerchio alla testa, per quanto i tre funamboli velocisti gliel’ abbiano fatta ballare. Ingiusto sarebbe dimenticare Gazzi, centrocampista instancabile, e la coppia di centrali difensivi Ranocchia e Bonucci, 43 anni in due. Verticalizzazioni improvvise, pressing e tanta corsa sembrano automatismi naturali, per i giovani baresi, abili anche a non farsi distrarre dalle note questioni societarie. La famiglia Matarrese sembra intenzionata a lasciare, l’ acquirente sarebbe Tim Barton, a capo di una holding internazionale. Sarebbe, perchè sinora non s’ è visto ancora un euro, tramutando l’ iniziale entusiasmo della città pugliese in freddezza assoluta. Per evitare una reazione non dissimile dai truffati di ” Pacco, doppio pacco e contropaccotto”. Seguiremo l’ evolversi della vicenda.


